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mercoledì 11 novembre 2015

L'olio extravergine e pure biologico di fra' Matteo

L'OLIO EXTRAVERGINE E PURE BIOLOGICO DI FRA' MATTEO


Mmm… la notizia di queste aziende italiane che spacciavano un olio vergine per extravergine mi ha fatto pensare che, da idiota, continuo a mettere da parte l’olio utilizzato in cucina nell’attesa di portarlo in uno degli appositi contenitori in giro per il paese.
Che idiota, che stupido, che bip!
Adesso si che so cosa farne!
Contatterò al più presto Carapelli, Santa Sabina, Bertolli, Coricelli, Sasso, Prima Donna, Antica Badia e lo passo a loro che hanno delle belle bottiglie già pronte all’uso che consentiranno il riverginamento del mio olio.
Oppure faccio tutto da me. Compro un po’ di bottiglie, stampo le etichette in tipografia e faccio il giro dei supermercati.
Ma ve l’immaginate la mia bella faccia su una bottiglia d’olio con la scritta “l’olio di fra’ Matteo” (naturalmente extravergine e pure biologico)?
Voglio proprio vedere se quel rompiscatole di Guariniello avrà qualcosa da dire.
Mmm… questa vicenda dell’olio mi fa pensare a certi politici. Quanti ce ne sono che si sono rifatti la verginità. E quanti ancora ce ne saranno…
Chi vuol capire, capisca!
(Matteo Pugliares)

lunedì 13 luglio 2015

Le inchieste del Pugliares (n°2) - Storia e proprietà delle melanzane alla parmigiana.

LE INCHIESTE DEL PUGLIARES (N°2)
STORIA E PROPRIETA' DELLE MELANZANE ALLA PARMIGIANA


Centinaia, forse migliaia, o forse miliardi di siti e blog si occupano di alimentazione. Sarà capitato anche a voi di leggere articoli sulle proprietà quasi miracolose di frutta, verdura, bacche dai sapori orientali e simili, denigrando allo stesso tempo stili alimentari che comprendono frittura a iosa.
Il vostro pseudo giornalista d’assalto, ancora una volta, ha impiegato anni per fare ricerche, colloqui, interviste, esperimenti condotti personalmente per dare a Cesare quel che è di Cesare.
Andiamo per ordine.
Dopo infinite battaglie in cui gli storici si dividevano sull’origine delle melanzane alla parmigiana, sembra ormai accolta dai maggiori studiosi la tesi dello storico tedesco Franz Von Ciccia, docente di “Storia delle melanzane dal Medioevo ad oggi” presso l’Università di Amburgo, sostenuta attraverso il libro “Magna Mulincianen”, edito in Italia dalla “No diete Edizioni” col titolo “Storia delle melanzane alla parmigiana”.
Lo storico tedesco, attraverso lo studio delle fonti dirette, sostiene che la ricetta originale del famoso piatto, risale addirittura al Medioevo. Un antico testo del 1254 di tal Morello da Perugia, oltre che scrivere a futura memoria la ricetta, ne attribuisce l’invenzione (casuale in verità) al cuoco anonimo della famiglia nobiliare dei Conti di Vattelapesca.
Così scrive il Morello: “Adunque, lo cuoco insigne, dopo aver preparato lo piatto solito fatto con la solanum melangena (le melanzane ndr.) cruda, ricoperte dallo pomodoro, dallo basilico e dallo pecorino o parmigiano (tutti ingredienti che il cuoco aveva procurato nelle Indie ndr.), stava per inviarlo alli Conti che a tavola, vogliosi, attendevano lo piatto prelibato. Ecco che nello atto di consegna alla cammarera delli Conti, lo suo piede, di lui lo cuoco, inciampò sul manico della pignatta che giaceva sullo pavimento, piena di olio bollente (a quell’epoca l’olio bollente era usato dai cuochi per fare il pediluvio dopo una giornata di lavoro ndr.) e lo piatto vi s’infilò nel di dentro della pignatta, friggendo pietanza e piatto. O qual disgrazia, o qual disattenzione mortale. Lo cuoco tremante già pensava alla punizione delli Conti. Allo suo soccorso venne la cammarera che suggerirgli di portar lo piatto ugualmente, spacciandolo per invenzione nuova sua, di lui lo cuoco. Per breve farla, li Conti si alliccarono li baffi, sia lo Conte che la Contessa (la Contessa aveva i baffi più lunghi del Conte ndr.). Così naqque la novella ricetta che cotanta fortuna ebbe nello futuro”.
E sulle origini non ci sono più dubbi…
Queste sconvolgenti notizie non sono bastate alla mia sete di sapere. Volevo saperne di più e, d’accordo col Rettore dell’Università della Terza Età di Amburgo, propongo una serie di studi scientifici sulle proprietà terapeutiche delle melanzane alla parmigiana. Anni di rigorosi studi scientifici ed esperimenti cui, ribadisco, mi sono sottoposto io stesso, hanno dimostrato che la suddetta ricetta risulta efficace per combattere la psoriasi, la sindrome di Hunter, la perdita dei capelli, l’albinismo, i foruncoli, l’ipertensione e tutte le malattie dell’apparato digerente. Inoltre, il consumo regolare di melanzane alla parmigiana ha dimostrato uno sviluppo accertato di alcune facoltà come la lettura del pensiero, l’invisibilità, la produzione di raggi gamma e raggi fotonici, la bilocazione e il terzo occhio.
Ma l’esperimento più straordinario (ho assistito personalmente), senza dubbio, è stato quello di prendere 4 uomini, due ultraortodossi ebrei e due integralisti palestinesi dediti al terrorismo. Una prima coppia (un ultraortodosso e un terrorista) è stata invitata ad entrare da due porte diverse in una stanza. Dopo 3,4 secondi entrambi erano feriti a morte dai calci, pugni e morsi ricevuti dall’antagonista.
Una seconda coppia, invece, prima di essere introdotta nella suddetta stanza, è stata invitata a mangiare un piatto di melanzane alla parmigiana. Dopo 2,7 secondi, la sorpresa di tutti noi (scienziati e pseudo giornalisti) è stata davvero grande. Alla nostra vista sono apparsi i due uomini che in barba alle loro convinzioni precedenti, erompevano in un abbraccio lunghissimo, mentre alcune lacrime rigavano il loro volto, dimostrando che la frittura non è poi quel mostro che dipingono.
Non mi dilungherò ancora per raccontarvi altre decine di esperimenti effettuati. Solo vi anticipo che, visti i risultati, potrei anche decidere di condurre una nuova ricerca su altri miti alimentari da sfatare.
Infine, volevo anche dirvi… no scusate, devo tagliarla qui perché mi hanno chiamato per la cena: melanzane alla parmigiana.
(Matteo Pugliares)

lunedì 2 marzo 2015

Le inchieste del Pugliares (n°1): la vera storia del Nobel a Salvatore Quasimodo.

LE INCHIESTE DEL PUGLIARES (N°1):
LA VERA STORIA DEL NOBEL A QUASIMODO.



Siamo tutti abituali, me compreso e salvo alcune eccezioni, a dirne di cotte e di crude sugli inquilini del Parlamento. Per una volta, qualcosa di buona sembra l’abbiano fatto.
Andiamo per ordine.
Nel 2010 una commissione di cosiddetti esperti, nominata dall’allora Ministro Maria Stella Gelmini (d’infausta memoria), decretò (si fa per dire) l’esclusione dai libri di testo di poeti e scrittori meridionali del ‘900. Per la cronaca il riordino dei licei fu decretato dal dpr 89/2010.

Questi esperti dovevano essere davvero dei grandi esperti, espertissimi, ma così esperti che decretarono l’esclusione di un Quasimodo qualsiasi, premio Nobel per la Letteratura nel 1959, grazie alle mie ricerche storiche che passai sottobanco alla stessa commissione.
Anni e anni di ricerche, studi, colloqui con testimoni diretti e indiretti, condotti fin dal 1960 (quando ero ancora nel pensiero di Dio), insomma, grazie a 40 anni di duro lavoro riuscii a scoprire che il Quasimodo in questione era noto e rispettato negli ambienti mafiosi per la minaccia che rivolse all’Accademia di Svezia, nel 1959 con queste parole: “Guai a voi se non mi assegnate il Premio Nobel. Ricordatevi che sono siciliano e quindi mafioso. Vi farò recapitare una testa di cavallo o di porco, o altro animale a vostra scelta. E, qualora non fossi riuscito nell’intento di farvi venire la cacarella, sarò costretto a decretare e commissionare il vostro incaprettamento… il vostro e quello di Gustavo VI Adolfo di Svezia, vostro amatissimo re”.
Naturalmente, il noto boss Quasimodo queste parole le disse in dialetto siciliano strettissimo. Mi sono preso la libertà di tradurre per voi le sue testuali parole.
Dopo tale minaccia, l’accademia di Svezia non osò contraddire il noto mafioso (detto “il poeta”), non tanto per paura di perdere la loro stessa vita, quanto per salvaguardare quella dell’amato re Gustavo VI Adolfo di Svezia.
E come spesso accade, tanti grandi truffaldini finiscono nei libri di scuola, come è accaduto in questo caso, se non fosse stato per l’intervento della commissione e del mio instancabile fiuto per la verità.
Giustizia è fatta!
Ma come ci sono i negazionisti dell’olocausto, ci sono i negazionisti della mafiosità del “poeta”. E cosa vado a scoprire? Che una deputata del parlamento italiano, tale Maria Marzana (che ho anche avuto il piacere di conoscere personalmente mentre mi trovavo a passare per caso sotto un palco durante una manifestazione politica), riesce a convincere la Commissione parlamentare per la Cultura ad approvare una risoluzione (è lei la prima firmataria) per riportare nei libri di scuola poeti e scrittori meridionali del 900, come se il lavoro della commissione di esperti e il mio, ribadisco di 40 anni, fosse solo il frutto di gentaglia razzista.
Che scandalo! Che deturpazione della verità impegnare il Governo del paese con questa risoluzione. E ancora più scandalosa è la tenacia della battagliera deputata che osa dichiarare: “Adesso spetta al Governo dare concreta attuazione all’impegno, io vigilerò affinché questo avvenga”.

Il vero scandalo, cari amici che avete avuto la pazienza di leggere queste mie parole fino alla fine, è che, a parte da Maria Marzana, dallo scrittore Pino Aprile e pochissimi altri, tutta questa storia sia passata praticamente sotto silenzio, come accade spesso in Italia.
Dimenticavo… qualcuno avvisi Dante Alighieri che sto facendo delle ricerche su di lui. Anche in questo caso troverò la verità!
(Matteo Pugliares)

giovedì 12 febbraio 2015

Era proprio necessario questo blog?

ERA PROPRIO NECESSARIO QUESTO BLOG?


E perché non lo era?
Ma se proprio dovessi darvi una risposta più articolata, vi direi che il bisogno di comunicare i miei pensieri, le mie emozioni, le mie idee diventa sempre più insopprimibile.
Ed è “colpa” anche di tanti amici che mi spingono da tempo a farlo.
Ed è “colpa” anche della tv che lascia spazio a degli idioti patentati che parlano di economia, politica, sport, arte, libri e chi più ne ha più ne metta. In tv non mi invitano e, manco a dirlo, accetterei solo di fare un programma tutto mio il sabato sera su Rai 1. E, dunque, ho ricavato il mio “Speakers’ Corner” personale, nell’infinito Hyde Park virtuale.
Ed è “colpa” della mia convinzione che scrivere è la migliore auto-terapia possibile per chi è certo (ed io lo sono) di avere mille patologie psicologiche (e non posso permettermi di andare da uno psicoterapeuta tutti i giorni, anche se molti miei amici lo sono).
Ed è “colpa” della mia sete di capire il mondo che si traduce nella riflessione su tutto, o quasi tutto, ciò che mi circonda.
Ed è “colpa” della natura umana che mi spinge in tutti i modi a raggiungere l’altro ed oggi ha trovato un nuovo modo (ma quanto sono bravo a camuffare il mio egocentrismo da altruismo).
Ed è “colpa” di Richard Wagner che pare abbia detto: "Il bisogno più urgente e più forte dell'uomo perfetto e artista è di comunicare se stesso - in tutta la pienezza della sua natura - all'intera comunità.”
Ed è “colpa” del fatto che non ho paura di dire tutte le stronzate che mi passano dalla testa perché poi, quante volte mi capita, ho lo stesso coraggio ad ammettere che di stronzate ne dico parecchie.
Vabbè, le colpe le ho già date tutte agli altri, quindi possiamo anche cominciare.
Ah, dimenticavo… “Chi non s’aspetta l’inaspettato non troverà mai la verità” (Eraclito)… che non c’entra nulla con questo post ma questa frase mi accompagna da troppo tempo per non scriverla immediatamente.
(Matteo Pugliares)